PROBLEMA NUTRIE. I FUCILI NON SERVONO, METTERE IN CAMPO INTERVENTI BEN PIU' EFFICIENTI.

ALLARME NUTRIE: “ALLARME” SANITARIO INGIUSTIFICATO, FAZIOSO E NON VERITIERO, I FUCILI DEI CACCIATORI AGGRAVANO LA SITUAZIONE, E CREANO ULTERIORI GRAVI DANNI

COORDINAMENTO DELLE ASSOCIAZIONI PROTEZIONISTISTICHE VICENTINE


Negli ultimi giorni nei media gli assessori-cacciatori Marcello Spigolon alla caccia e Luigino Vascon agricoltura, hanno scatenato una guerra mediatica e non solo, alla nutria

( Myocastor coypus ) documentando le iniziative con una serie di affermazioni in alcuni casi non corrispondenti alla realtà. In particolare, l’assessore Vascon asserisce che la nutria è portatrice di malattie pericolose, tra cui la leptospirosi, in maniera doppia rispetto ai ratti.

Non è dato sapere dove l’assessore abbia raccolto queste informazioni ma sta di fatto che una attenta indagine dell’istituto zooprofilattico di Brescia deputato per il nord Italia a queste verifiche, ha dimostrato che è pura leggenda, la nutria non è portatrice di virus infettivi ne per l’uomo ne per gli animali di allevamento.

Viceversa, è da temere la pericolosità di avere in giro mille persone armate in periodo di caccia chiusa, ( primavera ed estate ) che si muovono senza limiti temporali, per delle iniziative barbare e cruente che sembra non portino nessun beneficio, creando con il loro disturbo irreparabili danni alla fauna selvatica in riproduzione.

Se le nutrie stanno diventando un problema, crediamo sia meglio fare delle riflessioni prima di mettere in campo un esercito sempre più nutrito di fucilatori di fatto incontrollati.

Stando ai dati degli ultimi dieci anni è vero il contrario, dal luglio 1999 quando la regione ha approvato una norma che permette ai cacciatori abilitati, l’abbattimento di alcune specie di animali selvatici, gli animali oggetto dell’intervento, sono in aumento demografico costante.

Sulla nutria, nello stesso periodo, si è intervenuti massicciamente con armi e trappole, ha portato anche in questo caso il risultato contrario, un aumento progressivo di questi castorini. Riteniamo, che questi fatti dovrebbero avere indotto gli amministratori a qualche interrogativo sulla effettiva utilità di questi barbari e incivili sistemi, ha aggiunto Renzo Rizzi, portavoce del C.P.V., i fucili non hanno mai prodotto nulla di buono.

Nel caso specifico della nutria, quando oggetto di attacchi violenti come la caccia o il trappolaggio questo castorino mette in campo una difesa “nonviolenta” che consiste in una iper- riproduzione, conquistando continuamente nuovi territori. Proposte alternative ce ne sono molte, tra l’altro alcune già sperimentate con successo nella zona rodigina, prima di tutto fermare questa inutile mattanza, proteggere immediatamente e per tutto l’anno la volpe il più efficace predatore dei cuccioli della nutria. La volpe ricordo è cacciabile tutto l’anno, con ogni mezzo, paradossalmente inserita nella caccia ai nocivi, esclusivamente per essere l’antagonista dei cacciatori per lepri e fagiani “prede e predatori sistemate dai cacciatori”. Sospendere l’immissione sconsiderata di centinaia di migliaia di animali pronta caccia, che possono distogliere il predatore dal suo vero obbiettivo di riequilibratore naturale. Riqualificare le sponde dei fossi e dei fiumi con piantumazioni, le radici rendono inospitale il territorio, in altre zone dove non è possibile, si possono piazzare delle reti fissate a terra, queste aiuterebbero la riqualificazione ambientale, di alcune zone desolate.

Ma credo sia inutile, l’interesse di questi amministratori è tutt’altro, la nostra provincia in questi settori è politicamente condizionata dalla lobby dei cacciatori più estremisti, persone che vogliono andare a caccia tutto l’anno, gli altri cittadini, gli equilibri naturali e i risultati non contano.


Per informazioni portavoce C.P.V. Renzo Rizzi 348 9952822

 

ID 930, ut 1, pubblicato il 14/02/2009