Dal gesso al touch screen: è il momento della Lavagna Interattiva Multimediale.

Lombardia
Computer, software ed altro ancora nelle Scuole italiane. Ecco il momento magico della Lavagna Interattiva Multimediale, abbreviata con LIM...

Agostino Del Buono





Mi ricordo sempre i cinque anni trascorsi alle elementari con i maestri che non ne potevano più di quel gesso così odioso e di quel cancellino eternamente impolverato.
Eppure sembravano oggetti così inoffensivi. Potevo anche colorare il famoso pesce di tessuto ritagliato minuziosamente da mia madre per l’evento del “1° di aprile – pesce d’aprile” e poter così effettuare “tante copie” sui grembiuli dei miei amici di scuola.
Ogni tanto però questo pezzo di gesso, specialmente se utilizzato per intero, faceva degli scherzi: da una parte il suono acuto della striatura sulla lavagna, dall’altra, la polvere bianca sulle nostre mani. Così non vedevamo l’ora di ritornare a casa per lavarci accuratamente le estremità dei nostri arti superiori oppure non ci rimaneva altro che chiedere alla maestra di uscire e di andare al bagno.
Dopo alcuni anni, il “parallelepipedo” si è trasformato in “cilindro” con qualche piccolo vantaggio: non faceva più tanta polvere, ma rimaneva comunque quell’effetto acustico.
Ed ancora, la lavagna ruotava su se stessa e ci permetteva di scrivere anche sul retro.
Oggi, tutto questo sembra dissolversi nel nulla. I nostri figli o i nostri nipoti non sapranno più cos’è un “pezzettino di gesso” né tanto meno una “lavagna di ardesia”.
Dagli asili alle elementari, dagli istituti di istruzione superiore fino ad arrivare nelle aule universitarie, la Scuola diventa tecnologica.
Si intensificano sempre più i corsi sulle tecnologie multimediali e telematiche per la didattica curriculare ed estracurriuculare.
Il modo di “apprendere” e di “fare scuola” in questi ultimi anni è cambiato. Un tipico esempio è quello di utilizzare il computer sia in aula che nei corridoi dell’Istituto, sempre se nella Scuola è attivo una “rete wireless”.
E così pullulano corsi di formazione sull’utilizzo del personal computer nella didattica, sia nelle discipline scientifiche che in quelle umanistiche, sia per gli alunni stranieri che per i disabili, insomma, chi più ne sa più ne metta.
L’utilizzo didattico del computer abbinato alle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC), compreso l’impiego di sistemi operativi e software open source, videocomunicazione e la LIM, ha portato senza alcun dubbio ad una didattica “diversa” da quella tradizionale e un “diverso modo di apprendimento in classe”.
Ma entriamo nel vivo della “nuova lavagna”.
La LIM non è altro che una Lavagna Interattiva Multimediale.
La superficie tattile dei piccoli formati va dai 122 cm. ai 195,6 cm. in diagonale, s’intende.
Su questa superficie, si può scrivere con appositi pennarelli in dotazione, disegnare qualsiasi oggetto, tracciare segni, creare e spostare oggetti con le dita, con una semplice pressione di un dito ed un semplice trascinamento in un punto qualsiasi dello schermo.
Per rendere meglio, utilizziamo la parola “touch screen” quando parliamo di LIM, ovvero di “schermo tattile”.
La lavagna interattiva, però, per essere utilizzata al meglio deve essere collegata ad un personal computer con un abbinamento ad un video proiettore e due casse di buona qualità.
Se ci dovesse servire la «Rete» per la nostra spiegazione, possiamo anche collegarci ad Internet, considerato che i costi relativamente bassi per gli abbonamenti “full time”.
Se operiamo con il personal computer, abbiamo da una parte tutti i software installati sul nostro personal computer e al momento opportuno possiamo tranquillamente richiamarli con un semplice tocco della nostra mano e vedere così le immagini, i video ed ascoltare di tanto in tanto anche la “buona musica”.
L’utilizzo della “lavagna multimediale” LIM permette agli insegnanti e agli studenti una “partecipazione interattiva” alle attività didattiche e sicuramente porta ad un migliore processo di “insegnamento e apprendimento”.
Va da se che la nuova apparecchiatura LIM è utilizzabile da tutti i docenti a prescindere dalla disciplina insegnata.
L’impatto sull’insegnamento da una parte e sull’apprendimento dall’altra, dipende dal modo con cui queste TIC vengono integrate in classe.
Sia il docente che spiega con la Lavagna Interattiva Multimediale, sia lo studente che viene interrogato utilizzando il nuovo strumento, può catturare e salvare il materiale in diversi formati digitali sul computer collegato.
E’ possibile altresì stampare la spiegazione o l’interrogazione; inviare agli amici assenti tutto il materiale memorizzato, così da consentire una ripetizione di quanto fatto in classe in quella determinata disciplina; oppure, trasferire il file via “blutooth” sui telefonini degli amici presenti nel campo di azione o via e-mail, appena terminata la spiegazione o l’interrogazione, sempre se l’insegnante lo permette.
Certo, occorre fare opere di convincimento affinché tutti i docenti utilizzino la Lavagna Interattiva Multimediale.
L’optimum è quello di inserire in ogni aula la LIM perché ogni docente ne possa beneficiare. Avere una sola Lavagna Interattiva Multimediale in una Scuola non porterà nessun beneficio agli studenti. Il vero problema a quanto sembra non sta nel costo della LIM (anche se alcuni modelli è eccessivo), ma alle spese dei proiettori, personal computer e casse acustiche che l’Istituto dovrebbe acquistare separatamente, uno per ogni aula.

Agostino Del Buono
Presidente Nazionale Assodolab
agostino.delbuono@tiscali.it


 

ID 954, ut 283, pubblicato il 06/04/2009