DOCUMENTO COSTITUTIVO DEL COMITATO DEL BASSO VERONESE
PER LA PACE E CONTRO LA GUERRA IN IRAQ
In un incontro pubblico presso la sala civica "Bezzecca" del Comune di Legnago, mercoledì 5 febbraio, si è costituito il "Comitato del basso veronese per la pace e contro la guerra in Iraq", di seguito chiamato "il Comitato".
Aderiscono già all’iniziativa (in ordine alfabetico) : ANPI, Aprile per la sinistra, ARCI, Associazione Teatro Aperto, Charta ’97, CGIL-CISL-UIL, Corte Samuele, DS, La Goccia, La Locomotiva, LAB, Legambiente, Legnago Social Forum, Nomadi F.C., PdCI, Rifondazione Comunista, Verdi, VRonline.it e singoli cittadini.
Il presente documento illustra i principi, gli impegni e gli obiettivi del Comitato. Le decisioni saranno prese all’unanimità, dopo la necessaria sintesi politica delle varie opinioni e posizioni.
Sulla base del presente documento, il comitato, attraverso un coordinamento appositamente designato dallo stesso, s’impegna a promuovere sin dai prossimi giorni una serie di iniziative, dibattiti e manifestazioni volte a sensibilizzare, coinvolgere e far crescere un sentimento e una cultura di pace nella popolazione e nelle varie realtà sociali del basso veronese.
Nel frattempo svolgerà un’attività idonea per costruire e far radicare una presa di posizione forte e chiara contro la prospettiva di una soluzione militare della crisi in Medio Oriente.
Le risorse economiche per finanziare l’attività del Comitato saranno ricercate attraverso forme di autofinanziamento, di sottoscrizione e di contributi volontari da terzi.
La caratteristica principale del Comitato, che ovviamente lascia piena autonomia di giudizio e di iniziativa alle associazioni e ai singoli cittadini che sottoscrivono il presente atto costitutivo, è quella di tenere un profilo che consenta a tutti di riconoscersi nelle attività e nelle posizioni politiche che il Comitato di volta in volta deciderà di assumere, anche sulla base degli sviluppi e della evoluzione della crisi internazionale.
L’attività del Comitato, al fine di consentire la più ampia partecipazione possibile, sarà aperta, dialogica, sintetica e di mediazione, proprio in considerazione delle variegate e complesse posizioni e sensibilità che da sempre il tema della pace e della guerra suscita nelle donne e negli uomini di buona volontà. Il Comitato intende farsi promotore di una più ampia presa di coscienza e di un percorso educativo alla pace all’interno della comunità del basso veronese.
Il Comitato si pone quale espressione e sintesi di interessi e valori molteplici nel pieno rispetto e per la valorizzazione delle diversità come elemento di ricchezza e di crescita umana e civile. Diversamente si produrrebbe una lacerazione dentro il Comitato e nella comunità locale: queste sono le ragioni del nostro stare assieme.
Promuovendo una serie di iniziative a contrasto dell’intervento, il Comitato potrebbe dare un gran segno di forza e di autonomia imprimendo un nuovo impulso a valori quali la pace, la giustizia e la libertà, come condizione essenziale per uno sviluppo diverso delle nostre società.
I venti di guerra contro l’Iraq stanno soffiando sempre più forte e la Chiesa, tante forze politiche, sindacali e associazioni, assieme alla gran parte della società civile italiana, hanno più volte e in vari modi espresso chiaramente in questi mesi, il netto ripudio della guerra come strumento di soluzione delle controversie internazionali.
In questi mesi da più parti sono state avanzate proposte di iniziativa e documenti contro la prospettiva di guerra che ci sovrasta. Sono documenti di differente orientamento culturale, frutto dell’esperienza di culture diverse, ma hanno dei tratti significativi che li accomunano, in particolare il "no senza se e senza ma" ad una guerra che, come ha detto lucidamente Papa Giovanni Paolo II proprio in questi giorni, "è comunque una sconfitta .. e rappresenta una guerra di aggressione".
Proprio dalle associazioni del volontariato e del mondo cattolico sono state promosse in questi mesi importanti iniziative sul terreno della pace, della giustizia e della solidarietà internazionale.
Nella promozione di questo Comitato facciamo riferimento al documento della "tavola per la pace, al documento sottoscritto da oltre 120 parlamentari, al breve appello di "Emergency" che ha già raccolto più di 400.000 firme, al documento del Forum Sociale Europeo di Firenze che promuove manifestazioni in tutta Europa per il 15 febbraio. Facciamo inoltre riferimento alle molteplici e chiare parole del Papa Giovanni Paolo II che, in queste settimane, esprime tutta la sua indignazione e la sua angoscia per quanto sta maturando.
Convinti, come siamo, che questa guerra non è inevitabile, è altrettanto fondata in noi la preoccupazione che determinati interessi e volontà spingano verso una soluzione militare della crisi. Il nostro impegno per la pace non può prescindere da una riflessione, otre che sulla presente ed inedita prospettiva di guerra "preventiva", su tutte le altre guerre che insanguinano il nostro mondo, dalla minaccia del terrorismo, culminata nell’attentato a New York, alla crisi israeliano-palestinese, senza tacere dei conflitti più o meno dimenticati, ma non per questo meno drammatici, che segnano il destino di popoli e regioni, allontanando da noi il sogno di un mondo migliore.
Alle guerre armate, dunque, ma anche alle guerre silenziose, combattute con le armi della fame, della carestia, dello sfruttamento e dell’oppressione, si volge il nostro impegno a creare occasioni di informazione e partecipazione che coinvolgano il maggior numero di cittadini possibile, affinché possiamo costruire concretamente un’autentica coscienza di pace.
Legnago 5 febbraio 2003.