Legnago, 23 gennaio ’03

Sala Civica Bezzecca

Verbale incontro per costituzione di un "Comitato per la Pace" a Legnago

Simone Pernechele (ARCI, LSF)

Paolo Negri (CISL)

Corrado Bares (LSF - Rifondazione Comunista)

Maggioni (DS - Assessore comune di Legnago) : appoggio formale dell’Amministrazione di Legnago al costituendo "Comitato per la Pace" (CP da qui in avanti) e alle iniziative da esso proposte.

Vedo questa iniziativa come un tentativo di riappropriazione della politica da parte del cittadino che, sempre più spesso, si sente frustrato e costretto a subire passivamente decisione prese sempre più lontano.

Questo CP dovrebbe cercare di lavorare sull’idea della pace per riavvicinare i popoli e per estendere il concetto di tolleranza reciproca.

Europa: è la prima importante occasione che l’Europa ha per assumere nei confronti della guerra una posizione propria.

Bortoletti (La Rosa - Assessore comune di Legnago) : siamo qui per la Pace; su questo valore si deve discutere e si deve avere il coraggio di saperlo valorizzare. La proposta è di di costruire in CP che vada oltre alla manifestazione e che sappia dare continuità e programmazione nel tempo sulle tematiche della Pace.

Lino Cattarinussi : condivido l’idea di un cammino continuo di costruzione di pace affinchè l’iniziativa del CP vada oltre la fiaccolata. Stiamo vivendo la 4° guerra mondiale ed io non voglio essere vinto dalla logica della guerra che impone morte e distruzione; qui si sta parlando della sopravvivenza del pianeta.

Non esiste lo scontro fra culture, esiste invece lo scontro tutto economico per il petrolio. Abbiamo un doppio compito: costruire una pace che sia data anche da una maggior giustizia economica.

Invito ad esporre ai negozianti del centro le bandiere della pace.

Paolo Andreoli (Sindaco Comune di Nogara) : porto l’adesione del mio comune.

A mio avviso la parola d’ordine per il CP può essere "Contro la guerra per costruire la pace"; questo perché dire semplicemente di essere per la pace è troppo banale (anche Bush dice che è per la pace). In questa fase invece bisogna dire di essere contro questa guerra (io sono personalmente a favore della guerra di difesa). Bisogna stare attenti a non uscire con slogan poco efficaci; dire essere contro questa guerra è più incisivo, anche se sarai ugualmente d’accordo se decidessimo di dire semplicemente di essere per la pace.

Non si può più essere tollerata la violazione del diritto internazionale (da parte degli USA, ndr.)

Si potrebbe estendere l’iniziativa a livello provinciale; penso ad un appello firmato da tutti i sindaci della Bassa Veronese e ad una conferenza stampa finale con il sindaco di Verona.

Flavia De Paoli (Ass. Teatro Aperto) : questa non è una guerra preventiva, ma coloniale per il controllo del petrolio che modificherà gli assetti geopolitici della regione. Il CP che si va a costitire deve perciò partire da un cambiamento di prospettiva che la nostra società deve affrontare (verso una società ecologica) altrimenti il CP non avrà nessuna incisione; bisogna in sostanza cambiare il modo di vivere delle persone.

Mi piace l'idea di un CP "contro questa guerra" ma, come sopra, dobbiamo pensare a mete diverse.

Luca Quinzan (CGIL) : a questa situazione non ci si può sottrarre e per questo noi aderiamo al CP.

Terzani in un suo libro denuncia la mancanza di capacità di conoscere le persone quando appartengono ad un'altra cultura; inoltre c'è da considerare che anche nel nostro paese è presente una forte minoranza a favore di questa guerra e che riesce ad influenzare i mass media.

Il CP deve richiamarsi al valore della pace come l'unico valore comune, ma deve anche essere contro questa guerra; la pace deve diventare strumento per promuovere il confronto e la tolleranza.

La mia proposta è di scrivere un documento sotto forma di manifesto da far sottoscrivere a tutte le personalità (politiche, sindacali, imprenditoriali, del mondo culturale, etc.) che rappresentano il nostro territorio. Va bene la manifestazione per il 22, ma diamoci pure del tempo per cercare il maggior consenso possibile; dobbiamo costituire un gruppo di lavoro che sia rappresentativo del mondo laico e cattolico.

Vincenzo Tria : a questa vuole fare questa guerra sento di dover dire "non in mio nome". Avverto tuttavia questa sera un senso di disagio dato da due fattori:

1. tutte le manifestazioni o fiaccolate che promuoveremo non serviranno a fermare la guerra;

2. la bandiera della pace non dovrebbe essere rappresentata da tanti colori, ma da un'unico colore, perchè la pace ha un solo colore (ndr: interpretazione, le parole dette non mi erano tanto chiare)

Sono dell'idea di costituire un CP "contro la guerra" più che "per la pace", perchè non ci si può nascondere che sono gli americani a volere questa guerra e la vogliono per il petrolio.

Beppe (LSF) : a titolo personale sento di dover dire che una delle cose che mi fa più paura è la giustificazione della guerra preventiva; dopo l'11 settembre si è giustificata qualsiasi azione di repressione delle libertà civili delle persone, in primis negli USA. La parola guerra preventiva giustifica ogni mezzo per far tacere le persone.

Gaetano De Berti (La Locomotiva, AGESCI) : a mio avviso bisogna concentrarsi sul discorso della pace, con troppe considerazioni ci si perde. Concordo nel fare una manifestazione, ma non tanto per dire che siamo contro questa guerra, ma per promuovere l'educazione alla pace. Bisognerebbe cercare di fare arrivare un'unica voce a livello nazionale, per esempio attraverso il Forum del Terzo Settore.

Luca Dalla Vecchia (Aprile, La Locomotiva) : porto l'adesione di entrambe le associazioni.

Il CP dovrebbe concentrarsi sia per dire "no alla guerra", sia per costruire una cultura della pace; operativamente si potrebbe progettare azioni educative nel territorio attraverso banchetti informativi davanti alle chiese e nei mercati che diffondano documenti e proposte del CP.

Questa guerra è una buona occasione per far partecipi le persone e farle sensibilizzare.

Lino Pironato (Verdi, VRonline.it) : questa è una guerra usa e getta; Bin laden e Bush come due facce della stessa medaglia; è una guerra ove migliaia di essere umani (i famosi effetti collaterali) verranno distrutti sull'altare del consumismo.

Andrea (Ass. La Goccia di Bovolone) : vi porto l'appoggio dell'amministrazione comunale di Cerea attraverso l'ass. Fausa Bedoni.

Sicuramente i problemi economici causano più morti di quelli che ne causerà la guerra in Iraq;credo perciò che il CP sia un'occasione per guardare oltre la guerra. Ognuno di noi dovrebbe cercare di contagiare i propri amici e conoscenti sull'importanza del CP; a tal fine cercheremo di contattare l'amministrazione comunale di Bovolone e altre realtà a noi vicine.

Don Pier Giorgio (Parrocchia di Legnago) : la cosa importante è che tutto quello che si farà, sia fatto in maniera chiara.

Io ho vissuto un'esperienza come prete in Turchia e posso dire che il mondo islamico non ha mai conosciuto nel corso dei secoli esperienze di confronto con altri mondi e culture, è la prima volta che è costretto a confrontarsi.

Nella guerra anche i potenti ci rimettono, anche se bisogna ammettere che chi la vuole ha fatto bene i suoi calcoli perchè attraverso essa sta cercando di accentrare sulle proprie mani maggior potere; si vuole creare paura e spaventare le persone. Bisogna quindi essere preparati ad affrontare le paure ed avere il coraggio di presentarsi di fronte alla storia.

Non posso dire niente a nome della Chiesa, è una realtà troppo grande che prima di fare un passo deve saperlo valutare.

Carlo (Karim?) : per gli americani l'ONU è come un operaio che deve fare ciò che gli si dice; bisogna fare molto per i giovani affinchè siano informati dei motivi che stanno alla base della guerra e della pace; c'è bisogno di maggior collaborazione per sensibilizzare e rompere le barriere che dividono tra loro stranieri ed autoctoni. La mia proposta è di perseguire l'ideale positivo ossia la pace attraverso la sensibilizzazione dei giovani.

Simone Pernechele : dobbiamo dialogare tra di noi per cercare metodi ed unità di intenti all'interno del CP; il nostro obiettivo è di rendere tutta la cittadinanza attiva e partecipe delle iniziative promosse dal CP.

Paolo Negri : tante opinioni sono emerse, tante sensibilità; vale la pena rimarcare e che sia chiaro per tutti sia che questa guerra è ingiusta sia che Saddam è un dittatore; è nostro dovere manifestare anche solidarietà con il popolo iracheno.

La mia proposta è di elaborare un documento attaverso un gruppo di lavoro costituito da tutti i rappresentanti delle associazioni che aderiscono al CP.

Corrado Bares : a mio avviso tra gli interventi di questa sera è emersa una apparente contraddizione tra chi vuole mettere im primio piano l'ingiustizia di questa guerra e chi invece cerca di promuovere una cultura della pace; credo perciò di interpretare l'esigenza di tutti dicendo che noi vorremo costituire un Comitato per la Pace per dare una stabilità di cultura ma nello stesso tempo vogliamo cercare di fermare questa guerra.

Noi vogliamo creare una piattaforma minima senza metterci bandiere sopra; serve un CP aperto a tutti coloro che vogliono partecipare; do il mio appoggio alla proposta di Andreoli.

 

Conclusione: ci si trova lunedì 27 alle ore 20,30 presso la sede dell'Arci di Legnago per cominciare ad elaborare un documento ed analizzare operativamente le proposte emerse.


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